Il Terzo Cielo di Castelli

De Fabritiis presenta "Il 3° Cielo di Castelli".

Il moderno della tradizione castellana nato negli anni '50 presso l'Istituto d'Arte di Castelli.

 

La Storia

Il Terzo Cielo di Castelli”, così è stato poeticamente ribattezzato il presente soffitto in maiolica policroma della metà del XX secolo, è costituito da 258 tavelloni (originariamente erano 356) che misurano cm. 25x50 ciascuno. Progettisti ed esecutori materiali della suggestiva impresa ceramica furono tre artisti-docenti della Scuola d’Arte di Castelli d’Abruzzo Guerrino Tramonti, Arrigo Visani e Serafino Mattucci; costoro la realizzarono nei mesi estivi dell’anno 1954 con l'aiuto dei giovani allievi della scuola. Tre importanti personalità artistiche protagoniste di un'ambiziosa e spettacolare operazione figurativa finalizzata alla realizzazione di un ciclo decorativo caratterizzato da un segno grafico estremamente moderno, ispirato ai più famosi soffitti maiolicati, l'uno cinquecentesco, oggi dismesso e conservato nel Museo locale, l'altro tutt’ora in opera nella chiesetta di San Donato di Castelli.

Il repertorio decorativo del soffitto cinquecentesco (il primo), è caratterizzato da un ricchi motivi floreali, profili umani, segni zodiacali, animali, disegni geometrici, scritte con l’Ave Maria e lodi a Dio; ci sono inoltre simboli araldici di vari personaggi storici come Alfonso duca di Calabria, delle famiglie Orsini, Pamphili, Rosa, Di Sangro e Dragonetti di L' Aquila. I colori che prevalgono sono il blu cobalto, il giallo, l’arancio ed il verde ramina stesi su fondo bianco e su fondo azzurro cinerino (smalto berettino) .

I motivi decorativi del soffitto seicentesco (il secondo) sono rappresentati da elementi geometrici, da ricchi ornati vegetali a girali con foglie d’acanto e festoni floreali alternanati a rappresentazioni di leoni, cani, uccelli, cavalli, camosci, lepri, e serpenti, accompagnate da vivide scene di caccia e da uno straordinario bestiario fantastico. Sono presenti inoltre una vera e propria galleria di ritratti e numerose iscrizioni di contenuto religioso con motti devozionali, figure di santi dipinti su più mattoni e soprattutto con scritte relative alle litanie della Madonna. Le figure sono realizzate in stile compendiario con scritte e disegni in giallo, arancio, verde e azzurro prevalentemente su fondo a smalto bianco.

L’opera moderna (il terzo), che è una raffinata, corale interpretazione dei primi due soffitti maiolicati, risente fortemente della personalità dei tre autori che in questo lavoro hanno riportato elementi figurativi propri della loro personale esperienza artistica spesso influenzata dalle opere e dal linguaggio dei maggiori protagonisti dell’arte contemporanea come Picasso, Matisse, De Chirico, Capogrossi. I tre ceramisti a volte lavorano con l’ausilio degli spolveri, a volte procedono a mano libera, impostano velocemente il decoro, scandiscono lo spazio con misura ed equilibrio compositivo e disseminano il soffitto di meravigliosi oggetti della vita quotidiana, colorati, divertenti, ammiccanti, provocatori, metafisici, naturali, puerili, ripetitivi, ma tutti straordinariamente belli e colorati che si compongono in un complesso caratterizzato da una grafia improntata ad una grande leggerezza e freschezza compositiva. Il repertorio iconografico è costituito da battelli a vapore, trenini, mongolfiere, aquiloni, architetture fantastiche, fiori, salamandre, canguri, barchette, antichi velieri; il sole , la luna, calici, pesci uccelli, pistole, topolini, gabbie, gatti; ancora profili umani, volti stilizzati e forme geometriche di ogni genere.



Questo terzo soffitto fu realizzato per partecipare alla "X° Triennale dell’Artigianato di Milano" (del 1954) ove fu premiato con il Diploma d’Onore; dopo di che fu portato a Firenze, per essere esposto in via permanente nella locale scuola d’arte. In quel luogo è rimasto per quasi sessant’anni fino ad essere quasi dimenticato dai legittimi proprietari; solo di recente, per la benemerita iniziativa del “Comitato Organizzatore Mostre Ceramice Antiche e Moderne”, si è attuata la possibilità di un ritorno nel suo luogo di produzione che ha offerto la possibilità di studiarlo, di realizzare un catalogo a stampa e di organizzare questa mostra. L’allestimento scelto per l’esposizione vuole al tempo stesso rendere omaggio all’originaria funzione di soffitto e consentire la migliore lettura dell’opera d’arte; si articola in due grandi piani inclinati, che rappresentano le due falde del soffitto rovesciate, mentre i numerosi vuoti presenti vogliono documentare i circa cento tavelloni andati perduti nel corso degli anni.

 

Maria Selene Sconci (cura del catalogo e della mostra)

Tratto dal sito http://www.ilterzocielodicastelli.it/.

Stampa Stampa | Mappa del sito
© Ceramiche DE FABRITIIS M. e C. S.n.c. Villaggio artigiano - 64041 Castelli (TE)